# PrestaShop hackerato: skimmer nel checkout, admin falsi e come accorgersene
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Un sito vetrina hackerato di solito si nota: redirect verso siti di spam, l'avviso rosso del browser, Google che lo segnala. Un negozio PrestaShop hackerato spesso no. L'attacco più redditizio contro un e-commerce non vuole farsi vedere: vuole restare nascosto nel checkout il più a lungo possibile, copiando i dati delle carte dei clienti mentre il negozio continua a vendere normalmente.
In questo articolo vediamo come funzionano questi attacchi, quali segnali li tradiscono, cosa fare nelle prime ore e come evitare che si ripetano.
Come entra un attacco in un negozio PrestaShop
Le porte d'ingresso sono quasi sempre le stesse:
- moduli con vulnerabilità note e mai aggiornati, soprattutto quelli che ricevono dati dall'esterno (import, form, ricerca);
- versioni vecchie di PrestaShop, con correzioni mancate da anni, come abbiamo visto parlando di chi resta su PrestaShop 1.7 o 8;
- password del back office deboli o riusate, attaccate per tentativi;
- area di amministrazione raggiungibile a un indirizzo facile da indovinare.
Un caso reale: nel luglio 2022 PrestaShop ha avvisato i commercianti di una campagna che sfruttava una SQL injection, cioè un modo per far eseguire al database comandi non previsti, presente in versioni vecchie e in un modulo diffuso. Gli attaccanti creavano un file nella radice del sito, prendevano il controllo del server e inserivano nel checkout un falso modulo di pagamento che inviava i dati delle carte a loro.
Che cos'è uno skimmer e dove si nasconde
Uno skimmer è un piccolo script che legge quello che il cliente scrive nei campi della carta e lo manda a un server esterno. Il nome viene dai dispositivi applicati di nascosto ai bancomat. In un negozio PrestaShop può stare:
- in un file del tema o di un modulo, modificato aggiungendo poche righe;
- nel database, dentro una configurazione o un blocco di contenuto che viene stampato nella pagina di pagamento;
- in un modulo di pagamento falso, che si presenta come un metodo in più o sostituisce quello vero.
Spesso si attiva solo nella pagina di pagamento, solo per alcuni visitatori o solo da mobile, proprio per non farsi notare da chi gestisce il negozio.
I segnali da non ignorare
- Clienti che segnalano addebiti strani dopo un acquisto: è spesso il primo segnale, e arriva tardi.
- Il checkout cambia aspetto: un campo in più, un passaggio nuovo, un metodo di pagamento mai configurato.
- Amministratori sconosciuti nel back office, o accessi da paesi in cui non lavora nessuno.
- File PHP nuovi in cartelle che non dovrebbero contenerne, come quelle delle immagini o della cache.
- Rallentamenti improvvisi senza un motivo apparente: possono avere mille cause innocue, ma anche codice estraneo che gira a ogni pagina.
- Avvisi esterni: Google Search Console, il gestore dei pagamenti, l'hosting che segnala traffico anomalo.
Le prime ore: cosa fare e cosa non fare
Fare: un backup dello stato attuale prima di toccare qualsiasi cosa, perché serve a capire cosa è successo e da quando; cambiare tutte le password, back office, database, hosting, FTP; avvisare chi gestisce i pagamenti se c'è il sospetto che i dati delle carte siano stati letti.
Non fare: ripristinare di corsa un backup vecchio senza aver trovato la falla, perché l'attaccante rientra dalla stessa porta in pochi giorni; cancellare file a caso, perdendo le tracce; aspettare "per vedere se succede ancora". Se ci sono dati personali coinvolti, il GDPR prevede la notifica al Garante entro 72 ore da quando si viene a sapere della violazione, anche se il quadro non è ancora completo (la notifica si può integrare dopo), e in molti casi anche l'avviso ai clienti: ne abbiamo parlato in GDPR lato infrastruttura.
Chiudere la porta, non solo pulire
Togliere lo skimmer è metà del lavoro: è quello che facciamo nella rimozione malware PrestaShop, insieme alla ricerca del punto di ingresso. L'altra metà è trovare da dove è entrato e chiudere quel passaggio: aggiornare o sostituire il modulo vulnerabile, aggiornare PrestaShop, spostare e proteggere l'area di amministrazione, limitare i tentativi di accesso come si fa con fail2ban contro gli attacchi brute force. E avere backup che si ripristinano davvero, puliti e conservati altrove, per non dover scegliere tra un negozio infetto e uno vecchio di mesi.
In sintesi
Un negozio PrestaShop hackerato non sempre si vede: l'attacco più comune contro un e-commerce punta al checkout e resta nascosto. I segnali ci sono, dagli addebiti segnalati dai clienti agli amministratori sconosciuti. Quando succede, servono un backup dello stato attuale, password nuove, una pulizia di file e database e, soprattutto, la chiusura della falla da cui è entrato. Il resto lo fanno aggiornamenti regolari e un back office protetto.
Fonti
- Major security vulnerability on PrestaShop websites - PrestaShop Project, luglio 2022
- Regolamento (UE) 2016/679, articolo 33 - notifica di una violazione dei dati personali
- Security policy - PrestaShop 9 - documentazione ufficiale
