Passare a PrestaShop 9: cosa cambia, cosa si rompe e come prepararsi - init.d - sistemistica Linux, DevOps e sviluppo PrestaShop

# Passare a PrestaShop 9: cosa cambia, cosa si rompe e come prepararsi

Alessandro Corbelli~5 min
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Chi ha un negozio PrestaShop prima o poi si fa la stessa domanda: conviene passare alla versione 9, o è meglio lasciare tutto com'è finché funziona? La risposta onesta è che "finché funziona" ha una data di scadenza, e non la decide il negozio: la decidono la versione di PHP che l'hosting continua a offrire, i moduli che smettono di essere aggiornati, le vulnerabilità che vengono corrette solo nelle versioni nuove.

La buona notizia è che il passaggio alla 9 non è un salto nel buio. Si prepara, si prova su una copia e si porta in produzione in una finestra breve. In questo articolo vediamo cosa cambia davvero, cosa di solito si rompe e con quale metodo si evita di scoprirlo il giorno dei saldi.

Cosa cambia davvero con PrestaShop 9

La differenza più concreta è sotto il cofano: PrestaShop 9 richiede almeno PHP 8.1 e, con la 9.2 uscita il 30 settembre 2026, supporta fino a PHP 8.5. PHP è il linguaggio in cui è scritto PrestaShop, e ogni versione ha una vita limitata: quando finisce, non riceve più correzioni di sicurezza. Ne abbiamo parlato nell'articolo su cosa si rischia con un PHP fuori supporto.

Il punto è questo: PrestaShop 8 si ferma a PHP 8.1, e PHP 8.1 è uscito dal supporto di sicurezza il 31 dicembre 2025. Un negozio sulla 8 oggi gira, per forza di cose, su una versione di PHP che non riceve più patch. La 9 è il modo per tornare su un PHP supportato.

Poi ci sono le novità visibili:

  • un checkout in una pagina sola nativo, introdotto con la 9.2, che il negoziante può attivare o disattivare dal back office;
  • Hummingbird come tema standard dalla 9.1, più leggero e moderno del vecchio Classic;
  • un back office che continua a spostarsi su Symfony, il framework PHP su cui PrestaShop sta ricostruendo le sue pagine di amministrazione.

Cosa si rompe, di solito

Il core di PrestaShop si aggiorna bene. Quello che si rompe è quasi sempre attorno:

  • moduli di terze parti scritti per la 1.7 o la 8 che usano funzioni rimosse o cambiate. Molti moduli in vendita sono ancora dichiarati compatibili solo fino alla 8;
  • override, cioè classi del core sostituite da un modulo o da uno sviluppatore: se il core cambia, l'override non combacia più;
  • temi comprati anni fa e personalizzati direttamente, senza un tema figlio: vanno adattati o sostituiti;
  • integrazioni con gestionali, corrieri e marketplace, che spesso passano proprio da quei moduli.

Un esempio tipico: un negozio con 18 moduli. Dodici hanno già una versione per la 9, tre non vengono più usati e si possono togliere, due si sostituiscono con alternative aggiornate, e uno, scritto su misura anni prima per collegare il gestionale, va adeguato. È lì che si concentra il lavoro, non nel core.

Il metodo: prima la copia, poi il negozio vero

L'errore più costoso è aggiornare direttamente il negozio in produzione. Il metodo che usiamo è sempre lo stesso.

  1. Inventario: versione attuale, elenco dei moduli con la loro compatibilità, tema, versione di PHP disponibile sull'hosting.
  2. Backup completo di file e database, e verificato: un backup che non si è mai provato a ripristinare è una speranza, non un piano. La regola del backup 3-2-1 resta il riferimento.
  3. Copia di prova del negozio, separata da quello vero, su cui fare l'aggiornamento.
  4. Test sulle cose che fanno vendere: ricerca, categorie, scheda prodotto, carrello, checkout, pagamenti, spedizioni, email d'ordine.
  5. Passaggio in produzione in una finestra concordata e di poco traffico, con il backup pronto per tornare indietro.

Fatto così, il negozio vero resta aperto per tutto il tempo dei test; la finestra di manutenzione finale dura di solito meno di un'ora.

Il tema: adattare o cambiare?

Il tema è la parte che il cliente vede, quindi quella su cui le decisioni pesano di più. Le strade sono tre: un tema già compatibile con la 9, che si aggiorna e basta; un tema da adattare, con un lavoro di sviluppo che va stimato; oppure il passaggio a Hummingbird, il tema standard, personalizzato con colori, logo e poco altro. La terza strada è spesso la più economica nel lungo periodo, perché un tema standard si aggiorna insieme a PrestaShop.

Quanto costa e quanto tempo serve

Il costo dipende da tre variabili: quanti moduli di terze parti ci sono, quanti vanno adeguati e quanto è personalizzato il tema. Per un negozio con una quindicina di moduli e un tema compatibile, il passaggio è un lavoro di qualche giorno, per lo più di verifica. Noi lo facciamo a prezzo fisso per il passaggio a PrestaShop 9, con i moduli da adeguare stimati a parte prima di iniziare.

Se il negozio è anche lento, conviene approfittare del passaggio per sistemare le cause: spesso sono le stesse descritte nell'articolo su PrestaShop lento, e un PHP più recente da solo porta già un miglioramento.

In sintesi

PrestaShop 9 non è un aggiornamento di facciata: riporta il negozio su versioni di PHP che ricevono ancora correzioni di sicurezza, e con la 9.2 porta funzioni nuove come il checkout in una pagina. Il core si aggiorna bene; il lavoro sta in moduli, override, tema e integrazioni. Con un inventario fatto prima, una copia di prova e un backup verificato, il passaggio si fa senza fermare le vendite. Rimandare non costa nulla oggi, ma ogni mese rende il salto più grande, come succede con le vulnerabilità di PHP che si accumulano.

Fonti

Tux versione Gandalf, mascotte del blog init.d

init.d è il team di Alessandro Corbelli, sistemista Linux e sviluppatore backend con oltre vent'anni di esperienza. Progetta e gestisce infrastrutture cloud (Google Cloud, AWS, Azure), server farm e architetture ad alta disponibilità, e sviluppa software su misura in Laravel/PHP e Vue - dalla piattaforma di food delivery Take2Me ai gestionali dei nostri clienti. Su questo blog condividiamo note tecniche su Linux, sistemistica, sviluppo, DevOps ed e-commerce.


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