# Proxmox VE 8 a fine vita: perché aggiornare ora e cosa cambia con la 9
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Se nella tua azienda c’è un server che fa girare macchine virtuali, c’è una buona probabilità che sopra ci sia Proxmox VE 8: è uscito a giugno 2023 ed è stato per tre anni la versione che tutti installavano. Il 31 agosto 2026 esce dal supporto. Da quel giorno Proxmox non pubblica più correzioni per la versione 8, né per i bug né per le falle di sicurezza. L’interfaccia web della 8 lo segnala già da tempo con un avviso nella barra in alto, con la data precisa.
Non succede niente di visibile. I server restano accesi, le macchine virtuali continuano a funzionare, nessun contatore scade. È esattamente questo il problema: un hypervisor (il software che fa girare le macchine virtuali su un server fisico) sta sotto a tutto il resto, e quando smette di ricevere patch il rischio si sposta in silenzio su ogni servizio che ospita.
Qui sotto: cosa significa in pratica la fine del supporto, cosa si rischia restando sulla 8, cosa si rompe nel passaggio alla 9 e come si affronta l’aggiornamento senza fermare l’azienda. Tutte le informazioni vengono dalle fonti ufficiali Proxmox, linkate in fondo.
Fine del supporto: cosa significa per un hypervisor
La regola di Proxmox è pubblica: ogni versione di Proxmox VE è supportata almeno finché la versione di Debian su cui si appoggia è supportata dal team di sicurezza di Debian, cioè circa tre anni dalla prima uscita. Proxmox VE 8 è costruito su Debian 12 “Bookworm”, il cui supporto di sicurezza ordinario si è chiuso a metà 2026, e la tabella ufficiale del ciclo di vita fissa la fine del supporto di Proxmox VE 8 ad agosto 2026. L’ultimo aggiornamento del ramo 8, la versione 8.4.21, è del 14 agosto.
Un dettaglio che genera confusione: Debian 12 passa ora al supporto LTS, gestito da un gruppo separato di volontari e aziende, fino a metà 2028. Quel supporto riguarda i pacchetti Debian, non Proxmox. Il kernel, QEMU (il motore delle macchine virtuali), LXC (i container), ZFS e tutto lo strato di gestione del cluster sono pacchetti che mantiene Proxmox, e nella versione 8 non li mantiene più. Contare sulla LTS di Debian per un hypervisor a fine vita è un equivoco.
È lo stesso meccanismo che abbiamo descritto per PHP a fine vita: il software non smette di funzionare, smette di essere difeso. Solo che qui la superficie esposta non è un sito, è il server intero.
Cosa rischia chi resta sulla 8
Vulnerabilità senza rimedio. Le falle si scoprono comunque, anche dopo la fine del supporto: si ferma solo la distribuzione delle correzioni. Anche nel 2026 il ramo 8.4 ha continuato a ricevere aggiornamenti con impatto sulla sicurezza: ad aprile l’autenticazione delle console VNC e SPICE è stata irrobustita, ad agosto sono stati rafforzati i permessi richiesti per interrompere i backup e la protezione di alcuni campi dell’interfaccia da contenuti non filtrati. Da settembre, correzioni di questo tipo per la 8 non arrivano più. E una falla nell’hypervisor vale quanto una falla in ciascuna delle macchine che ospita.
L’ecosistema si sposta. Proxmox Backup Server è già alla versione 4, la release più recente di Ceph (lo storage distribuito integrato) è disponibile solo dalla 9.2, i plugin di storage di terze parti vengono adattati alla 9. Il supporto all’hardware nuovo arriva con i kernel recenti: Proxmox VE 9.2 monta il kernel 7.0, la 8 resta al 6.8 (6.14 come opzione). Chi compra un server oggi e lo installa con la 8 rischia di scoprire che schede di rete o controller non sono riconosciuti.
Nessuna scorciatoia in futuro. Proxmox documenta e supporta solo il passaggio da una versione maggiore alla successiva: dalla 7 si passa per la 8, dalla 8 si arriva alla 9, e il salto si allunga a ogni anno di attesa.
La conformità. Per chi tratta dati personali il GDPR chiede misure “adeguate allo stato dell’arte”: come abbiamo visto parlando di GDPR lato infrastruttura, un componente abbandonato dal produttore è difficile da difendere come adeguato, e in caso di incidente la versione dell’hypervisor finisce nel verbale.
Cosa porta in più Proxmox VE 9
L’aggiornamento non è solo togliersi un rischio. Proxmox VE 9 è uscito ad agosto 2025 su Debian 13 “Trixie” ed è già alla terza release (9.2, maggio 2026): una piattaforma rodata da un anno, non una novità da aspettare.
- Snapshot anche sullo storage condiviso in LVM “thick”, quello tipico delle SAN in iSCSI o Fibre Channel: prima non si potevano fare, ora sì, grazie alle catene di volumi (funzione in anteprima tecnologica, ma copre un caso molto comune nelle PMI con uno storage di rete). Se questi volumi ti suonano nuovi, abbiamo spiegato cos’è LVM e come gestisce i dischi.
- Regole di affinità per l’alta disponibilità: si dichiara che certe VM devono stare su certi nodi, o che due VM non devono mai finire sullo stesso nodo. Con la 9.2 arriva anche il bilanciamento dinamico del carico, che sposta da solo le VM dal nodo più carico a quello più scarico.
- ZFS 2.3 (2.4 nella 9.2), che permette di aggiungere un disco a un RAID-Z esistente senza ricostruirlo da zero.
- Fabric SDN (OpenFabric e OSPF, dalla 9.2 anche WireGuard e BGP) per collegare i nodi con reti instradate invece che con cavi incrociati configurati a mano: utile per i cluster Ceph a maglia completa.
- Container da immagini OCI (dalla 9.1): gli stessi formati usati per Docker diventano template per container LXC.
- Kernel, QEMU e LXC aggiornati (kernel 6.14 nella 9.0 e 7.0 nella 9.2, QEMU 10 e poi 11) e una nuova interfaccia per smartphone.
Cosa si rompe: le incompatibilità verso il basso
È la parte che la guida ufficiale chiama breaking changes, e va letta prima, non dopo. Tradotta in situazioni concrete:
- Container vecchi. La 9 elimina il supporto a cgroup v1, il vecchio sistema con cui il kernel assegna risorse ai container. Conseguenza: i container con un sistema operativo basato su systemd versione 230 o precedente (del 2016) non partono più. Gli esempi citati da Proxmox sono CentOS 7 e Ubuntu 16.04. Se ne hai, il sistema operativo dentro il container va migrato prima di aggiornare l’host, non dopo.
- I nomi delle schede di rete possono cambiare con il nuovo kernel, e se la configurazione punta al nome vecchio il server riparte senza rete. Proxmox fornisce uno strumento per fissare i nomi prima di aggiornare (
pve-network-interface-pinning) e raccomanda un accesso indipendente dalla rete (IPMI, iKVM o console fisica) per non dover correre in sala server. - Storage. GlusterFS non è più supportato: i dati vanno spostati altrove. I plugin di storage di terze parti funzionano solo se l’autore li ha adattati alla 9. Sui volumi LVM condivisi va eseguito lo script ufficiale che disattiva l’autoattivazione dei volumi, per evitare che più nodi attivino gli stessi dischi.
- Hardware datato. Proxmox dichiara che l’hardware con più di dieci anni non è testato a fondo con il nuovo kernel, cita CPU AMD Opteron e Turion del 2009-2010 su cui Ceph si ferma con un errore di istruzione illegale, e segnala che in alcuni casi il passthrough di schede PCI (per esempio una GPU assegnata a una VM) non parte con il kernel 6.14. Per le schede NVIDIA vGPU serve almeno il driver GRID 18.3.
- Backup di terze parti. Veeam non funziona con le VM che usano la versione macchina QEMU 10 o successiva; il rimedio è fissare la versione macchina alla 9.2 finché Veeam non si adegua. Chi ha Proxmox Backup Server installato sulla stessa macchina deve aggiornare anche quello, alla versione 4, seguendo la guida dedicata.
- Dettagli di sistema che non perdonano. Il file
/etc/sysctl.confnon viene più letto (le impostazioni vanno in/etc/sysctl.d/),/tmpdiventa una cartella in memoria ripulita periodicamente, alcuni permessi cambiano (il privilegioVM.Monitorsparisce, nasceVM.Replicate, creare container privilegiati richiedeSys.Modify), l’opzionemaxfilesdei backup viene rimossa, le schede di rete VirtIO senza MTU esplicita ereditano quello del bridge invece di 1500. Niente di drammatico, ma tutto da sapere prima.
Il punto non è spaventare: ognuna di queste voci o non ti riguarda o si risolve prima di partire, e la differenza la fa averle controllate.
Come si aggiorna senza fermare l’azienda
Proxmox fornisce una guida ufficiale passo passo e uno strumento, pve8to9, che controlla l’host e segnala in anticipo tutto ciò che è elencato sopra. Il metodo che seguiamo noi:
- Inventario. Quanti host, che versione (serve almeno la 8.4.1), che storage, che Ceph (deve essere già Squid 19.2), quali container e con quale sistema operativo, che hardware e di che anno.
- Checklist
pve8to9 --fullsu ogni nodo, risolvendo ogni avviso prima di procedere. Lo strumento controlla e basta, non corregge nulla da solo. - Rete di sicurezza. Backup verificati di tutte le VM e i container secondo la regola del 3-2-1, copia della configurazione di
/etc, accesso fuori banda al server e almeno 5 GB liberi sulla partizione di sistema. - Un nodo alla volta. In un cluster si spostano le VM sugli altri nodi con la migrazione a caldo, si aggiorna il nodo vuoto, si riavvia, si verifica, si passa al successivo: i servizi non si fermano mai. Su un host singolo serve una finestra di manutenzione: il solo
apt dist-upgradeva da meno di cinque minuti su SSD a oltre un’ora su dischi meccanici, più il riavvio. - Verifica finale. Riavvio nel nuovo kernel, controllo di rete e storage, migrazione automatica dei gruppi HA in regole, pulizia della cache del browser per la nuova interfaccia, passaggio dei repository al nuovo formato.
Per un’installazione pulita (per esempio su hardware nuovo) c’è anche la reinstallazione da ISO con ripristino delle VM dai backup: spesso è la strada più rapida quando si cambia server insieme alla versione.
In sintesi
Proxmox VE 8 non si spegne il 31 agosto 2026, ma da quel giorno ogni falla nuova resta aperta sul server che regge tutte le tue macchine virtuali, e la LTS di Debian non copre i componenti Proxmox. La versione 9 è matura da un anno, porta snapshot sullo storage condiviso, alta disponibilità più intelligente e supporto all’hardware recente, e l’aggiornamento è un percorso documentato: la parte delicata sono le incompatibilità (container vecchi, nomi di rete, storage, hardware datato, backup di terze parti), che si trovano tutte prima di partire con un inventario e la checklist ufficiale.
Fonti
- FAQ Proxmox VE, tabella del ciclo di vita delle versioni
- Upgrade from 8 to 9, guida ufficiale con prerequisiti e problemi noti
- Roadmap Proxmox VE, note di rilascio 9.0, 9.1 e 9.2 con le breaking changes
- Debian LTS, calendario e perimetro del supporto a lungo termine
- Changelog di pve-manager, ramo stable-8 (ultime release 8.4.x)
